ll corallo rosso (Corall ium rubrum L 1758) è una specie endemica dei fondali rocciosi del Mediterraneo e delle aree limitrofe dell'Atlantico, dove vive tra i 20 ed i 200 metri di profondità. I dati relativi alla pesca del corallo evidenziano una riduzione di oltre 2/3 negli ultimi quindici anni; in alcuni paesi, come la Tunisia, l'Algeria ed il Marocco il corallo pescato ha raggiunto, negli ultimi anni, picchi a cui sono rapidamente seguite drastiche diminuizioni; il prodotto della pesca in Italia, che costituiva fino alla metà degli anni Ottanta, circa il 50% di quello Mediterraneo, costituisce attualmente solo una piccola frazione del totale (>10% ) (Santangelo & Abbiati Aquat. Cons. Mar. Freshw. Ecosyst. 11: 253-259. 2001).
Questa drammatica riduzione del pescato, dal cui approvvigionamento dipende il lavoro di diverse migliaia di artigiani (prevalentemente localizzati in Italia, soprattutto a Torre del Greco, ma presenti anche in altri paesi mediterranei) ha creato un nuovo interesse intorno a questa specie ed ha evidenziato la scarsità delle conoscenze sulla sua biologia ed ecologia e la necessità di sviluppare modelli demografici che permettano di rendere lo sfruttamento proporzionale ai tassi di accrescimento e riproduzione di questa specie.
LO STATO ATTUALE DELLE CONOSCENZE
Genetica. Studi di genetica di popolazione, hanno permesso di identificare differenze significative nelle frequenze alleliche di popolamenti che vivono a distanze di un centinaio di chilometri tra loro, sia sulle coste Italiane che su quelle francesi del Mar Ligure (Abbiati et al. Mar. Ecol. Prog. Ser. 95: 245-250, 1993). Tali popolamenti sono quindi risultati popolazioni geneticamente differenziate. Studi sulla biologia molecolare e genetica di popolazione di questa specie vengono attualmente portati avanti dalla dott.ssa Borriello del laboratorio di Biotecnologie Avanzate (CENGE) dell'Università di Napoli.
Demografia e dinamica di popolazione. E' possibile distinguere due tipi di popolamenti di corallo rosso:
1 ) popolamenti costieri insediati ad una profondità limitata (20-50 metri): questi popolamenti sono densi, formati da piccole colonie; 2) popolamenti profondi (oltre i 50 m), costituiti da colonie di taglia maggiore, meno dense, con maggiore longevità. Contrariamente alle colonie dei popolamenti profondi, quelle dei popolamenti costieri hanno un valore economico limitato, ma costituiscono un pool di sicuri riproduttori per la specie; rivestono, inoltre, una notevole importanza dal punto di vista turistico-naturalistico. I popolamenti costieri presentano tassi di riproduzione relativamente elevati, un'elevata mortalità ed un ciclo vitale di circa 15 anni (Santangelo et al., Mar. Ecol. Prog. Ser.: 248: 99-108. 2003).
La struttura ed i parametri demografici dei popolamenti profondi sono ancora largamente sconosciuti poiché la raccolta dei dati relativi a quest'ultimi è ovviamente molto più difficile. I popolamenti profondi della Catalogna sono attualmente studiati, con l'aiuto di telecamere filoguidate (ROV), dal team di ricerca del Dr. Gili e del Dr. Rossi dell'Istituto de Ciencias del Mar di Barcellona (ICM-CSIC).
Modelli dinamici di popolazione. Sulla base dei dati relativi all'età, densità, riproduzione e mortalità delle colonie misurati in natura, è stato possibile mettere a punto dei modelli demografici discreti, strutturati per classi di taglia/età,. Questi modelli permettono di descrivere l'andamento di una popolazione nel tempo sulla base dei suoi tassi di mortalità e di riproduzione e di simulare le risposte a perturbazioni di vario tipo o al prelievo. Questi modelli, basati sulle cosiddette “matrici di transizione” di Lesile-Lewis applicati, per ora, alle popolazioni costiere (con la collaborazione del Prof. Iannelli del Dip.to di Matematica dell'Università di Trento), potranno, una volta che i dati demografici dei popolamenti profondi saranno disponibili, essere applicati anche a questi ultimi.
Cause di mortalità. Le spugne perforanti (clionidi) sono tra i fattori che riducono notevolmente il valore commerciale delle colonie di corallo, e costituiscono una potenziale causa di mortalità. Più del 50% delle colonie dei popolameni costieri presentano le perforazioni operate da queste spugne (Corriero et al. PSZN Marine Ecology 18: 147-155). Le colonie perforate possono staccarsi dalla volta delle cavità in cui sono insediate e morire.
Negli ultimi anni sono state osservate nel Mediterraneo Nord-Occidentale intense morie di invertebrati bentonici nella fascia di profondità compresa entro una trentina di metri dalla superficie. Alcuni dei popolamenti costieri di corallo rosso sono stati colpiti da queste morie che sembrano legate all'aumento della temperatura delle acque costiere (Garrabou et al., Mar. Ecol.Prog. Ser. 217: 263-272. 2001 ).
ALCUNE CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Per quanto il corallo rosso sia stato oggetto di overfishing per molto tempo, non è una specie in pericolo di estinzione (endangered) in senso stretto (Dobson 1998). Esistono popolamenti costieri di ampie dimensioni che si riproducono intensamenente, alcuni dei quali in aree marine protette (MPA) come l'arcipelago delle Medas in Spagna, l'Arcipelago Toscano, Portofino e Capo Caccia in Italia. Molti popolamenti di importanza commerciale, soprattutto profondi, sono stati pesantemente sfruttati, soprattutto in Sardegna. Il basso tasso di accrescimento del corallo ne fa una specie di non facile gestione. E' necessario sviluppare la ricerca, soprattutto sui banchi profondi, per ottenere stime attendibili dei parametri demografici e della strutturazione genetica dei popolamenti per permettere una gestione razionale di questa preziosa specie mediterranea (Cicogna et al. : Red coral and other Mediterranean octocorals: conservation and biology. Min. Ris. Agr. Al. For., Roma, 1999).